Secondo l'accusa, Anl avrebbe fatto ricorso a detective privati per installare dispositivi di ascolto in auto e abitazioni, avrebbe intercettato conversazioni telefoniche e pagato agenti di polizia per ottenere informazioni riservate, soprattutto tra il 1993 e il 2011. Il gruppo editoriale ha respinto le accuse, definite in passato "assurde", e il processo dovrebbe durare nove settimane. Harry, che ritiene i paparazzi corresponsabili della morte della madre Diana nel 1997 a Parigi, nutre da anni una forte ostilità verso la stampa scandalistica britannica. Nel 2023 il principe aveva ottenuto la condanna dell'editore del Daily Mirror per articoli basati sull'intercettazione di segreterie telefoniche, con un risarcimento di 140.600 sterline. In aula aveva denunciato pratiche "ignobili" e parlato di una "paranoia" alimentata dalle continue intrusioni.