Sorpresa: la domanda di mobilità femminile in Italia è caratterizzata da una maggiore flessibilità rispetto a quella maschile, che segue modelli di "pendolarismo" più rigidi legati alla maggiore presenza degli uomini nel mercato del lavoro nazionale. I dati dell’Osservatorio “Audimob” di Isfort rivelano che il 34,4% degli spostamenti delle donne è legato alla gestione familiare, contro il 27,1% di quelli degli uomini. Le donne mostrano una maggiore propensione alla mobilità sostenibile (34,5%), ricorrendo più spesso al trasporto pubblico (8,5%) e agli spostamenti a piedi (23%) rispetto agli uomini. Resta però marcato il divario nell’accesso al lavoro: solo il 23,1% degli spostamenti femminili è motivato da ragioni professionali, contro il 31% di quelli maschili. Secondo i dati ISTAT 2024 sulla incidentalità sulle strade italiane, sono morti 3.030 persone di cui 80,1% sono uomini ed il 19,9% sono donne.

La ricerca

Sono questi i numeri emersi dal convegno “Donne e Mobilità: Politiche per la parità, le professioni e l’innovazione”, dove è stato presentato il Position Paper “Elementi per una Carta della Mobilità delle Donne”, pensato per disegnare un sistema di trasporto più inclusivo, flessibile e sicuro e per valorizzare le professioni delle donne nella mobilità.