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21 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 21:51
Chi dice sì, chi dice no, chi dice “vedremo”. Se Israele, con il premier Benjamin Netanyahu, e la Russia con Vladimir Putin hanno accettato l’invito di Donald Trump a far parte del “Board of Peace“, l’organizzazione internazionale a guida statunitense istituita dal presidente degli Stati Uniti con l’obiettivo di ricostruire la Striscia di Gaza in seguito al conflitto nato come risposta dello Stato ebraico alla strage del 7 ottobre 2023 firmata da Hamas, la Casa Bianca si trova dinanzi a pareri negativi come quello della Germania, e alla cautela del Vaticano. Se Trump intende il Board anche come un nuovo spazio di coordinamento diplomatico globale, non tutti si allineano a questa visione.
In questo scenario, significative sono le dichiarazioni del cardinale Pietro Parolin: “Il Papa ha ricevuto l’invito e stiamo vedendo che cosa fare, stiamo approfondendo”. Per Parolin si tratta di “una questione che esige tempo per dare la risposta. Credo che la richiesta non sarà quella di partecipare economicamente perché noi non siamo in grado”. Il pool di corrispondenti della Casa Bianca ritiene che l’assenso alla proposta sia arrivato da 35 leader mondiali, su un totale di circa 50 inviti.














