Il presidente degli Stati Uniti Donald Turmp "sta chiedendo a vari paesi di partecipare, mi pare di avere letto che anche l'Italia sta riflettendo se aderire o meno.
Anche noi abbiamo ricevuto questo invito, il Papa ha ricevuto l'invito e stiamo vedendo che cosa fare, stiamo approfondendo" si tratta di "una questione che esige un po' di tempo per dare la risposta". Lo dice il segretario di stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin a margine di un evento.
Il primo ministro di Israele Benyamin Netanyahu ha invece accettato l'invito di Trump a far parte del Board of Peace: lo annuncia il suo ufficio, secondo i media internazionali.
Arrivata anche l'adesione dell'Azerbaigian ("L'Azerbaigian, come sempre, è pronto a contribuire attivamente alla cooperazione internazionale, alla pace e alla stabilità", ha affermato il Ministero degli Esteri azero in una nota), mentre il primo ministro svedese Ulf Kristersson comunica il no del suo Paese.
Berlino non ha ancora escluso del tutto la sua partecipazione al Board of Peace di Gaza e tuttavia il cancelliere Friedrich Merz non parteciperà domani alla cerimonia ufficiale della firma. Lo ha spiegato il portavoce del cancelliere in conferenza stampa a Berlino, rispondendo alle domande dei giornalisti in proposito. "A causa della sua agenda il cancelliere tedesco Friedrich Merz partirà da Davos prima", ha spiegato Steffen Mayer. Sulla posizione tedesca ha ribadito: "Noi ringraziamo dell'invito e condividiamo l'obiettivo della pace". Ma sulla partecipazione la riflessione della Germania è ancora in corso.










