"Èun percorso lungo, ma non possiamo fermarci, quella che portiamo avanti non è una guerra contro gli uomini, ma contro il maschilismo tossico": è quanto ha detto all'ANSA Gino Cecchettin, padre di Giulia, la giovane uccisa nel 2023, commentando l'ennesimo femminicidio, quello di Federica Torzullo, a margine di un incontro che si è svolto a Foligno, occasione anche per la presentazione del libro "Cara Giulia" (Rizzoli).

Quello di Anguillara è soltanto l'ultimo di una lunga lista di donne uccise: "È un problema gravissimo che ogni anno conta centinaia di vittime", sottolinea Cecchettin.

Che resta convinto che l'unica strada da percorrere sia quella dell'educazione: "Bisogna continuare a educare a un modo più rispettoso di vivere - spiega - cercando di venire a capo di quegli stereotipi che ci condizionano la vita e non consentono, da maschi, di avere rispetto anche della vita delle donne. Non è una battaglia contro gli uomini, ma contro quel maschilismo tossico che genera tutto questo". Rispondendo a chi si chiede "cosa stia accadendo ai maschi", Cecchettin osserva: "Quello che è sempre successo".

"L'unico problema è che oggi viene messo in discussione il ruolo del maschio dominatore, del maschio prevaricatore. È il fallimento del patriarcato che sta producendo questa violenza". "Quando un uomo riesce a stare vicino alla propria compagna in un modo nuovo, vedendola come una pari, con rispetto, tutto questo non accade", aggiunge. Il suo impegno pubblico non si arresta neppure davanti all'ennesima tragedia: "Non sento di fallire. So che è un percorso lungo - osserva - che dobbiamo fare tutti. Parlo al plurale perché coinvolgo associazioni, centri antiviolenza, movimenti femministi, volontari che lavorano su questo tema da una vita".