Davvero Trump è impazzito? Davvero ha cominciato a dare segni di squilibrio mentale forse per l'età o forse perché un po' squilibrato lo è sempre stato? Sembra una tesi troppo comoda, che denuncia l'incapacità di tenergli testa o di affrontarlo, specie perché a sposarla sono gli stessi che un paio di anni fa negavano che Biden fosse un po' rimbambito, salvo poi ammettere a tempo ormai scaduto che lo era davvero. Uno di questi è Jonathan Reiner, cardiologo di fama mondiale che ha avuto in cura tra gli altri l'ex presidente Dick Cheney e che collabora a tempo perso con la Cnn. Dopo l'ormai famigerata lettera che il tycoon ha scritto al primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, quella in cui collega le sue minacce sulla Groenlandia al fatto che non gli era stato assegnato il Nobel per la pace, Reiner ha scritto su X se per caso non fosse arrivato il momento di «un'inchiesta bipartisan del Congresso sull'idoneità del presidente».

Una settimana fa, dopo che Trump sembrava essersi appisolato per qualche secondo mentre firmava il Whole Milk for Healthy Kids Act, lo stesso cardiologo aveva scritto sulla Cnn che il presidente «sembra soffrire di eccessiva sonnolenza diurna» e che la cosa «non è normale». A dicembre Reiner aveva detto di essere preoccupato per quello che aveva definito «un discorso maniacale» dello stesso Trump alla nazione in cui aveva dato l'impressione che stesse leggendo il gobbo in maniera troppo rapida, senza inflessioni ma con qualche parola urlata senza che vi fosse un motivo. Sempre tramite la Cnn, ai tempi il cardiologo aveva chiesto una visita anche per Biden, ma solo dopo la figuraccia al primo faccia a faccia con Trump durante la campagna elettorale.