Milano, 21 gen. (askanews) – Sulla scia del successo di “Le luci di Caravaggio”, che ha stabilito un record di presenze di giovani visitatori e ha ridefinito la relazione del museo con il pubblico attraverso la metafora degli specchi e le luci teatrali, il Museo Nazionale d’Arte di Timisoara (MNArT) torna al centro del palcoscenico internazionale con un nuovo progetto. Da oggi fino a inizio 2026, la mostra “La Fragilità dell’Eterno. Da Pompei al Grand Tour fino a oggi” trasforma il palazzo barocco in un santuario di resilienza. Curata da Filip A. Pectu, direttore generale del MNArT e da Massimo Osanna, direttore generale Musei del ministero della Cultura italiano, l’esposizione è organizzata sotto l’Alto Patrocinio delle istituzioni culturali italiane e rumene.
Se Caravaggio si concentrava sulla dualità di luce e ombra, “La Fragilità dell’Eterno” sposta il paradigma su cataclisma e sopravvivenza. La mostra propone un sorprendente confronto: il disastro naturale del Vesuvio avvenuto nel 79 D.C. – che ha conservato tracce di vita romana in un paradosso di distruzione – e il “cataclisma antropico” del ventesimo secolo, che culmina nella metallica macchina bellica delle guerre mondiali.






