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21 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 11:16
Parla all’indomani dell’immagine fake postata da Trump in cui si vede il presidente americano parlare davanti ai leader europei mentre mostra un cartellone dove la bandiera americana copre Groenlandia e Canada, che peraltro ha ripetutamente rivendicato come 51° stato, minacciando – già ai tempi di Trudeau – di cancellare unilateralmente gli accordi che da oltre cent’anni regolano le relazioni tra i due Paesi. Il premier del Canada Mark Carney, nel suo intervento al Forum Economico Mondiale di Davos, parla davanti ai leader mondiali e si guadagna la loro – rarissima – standing ovation mentre ribadisce il totale sostegno a Groenlandia e Danimarca, che hanno un “diritto unico e inalienabile di determinare il futuro” dell’isola artica”, e invita le potenze medie del mondo a collaborare per resistere alle pressioni coercitive delle superpotenze aggressive. E sta valutando l’invio di un piccolo numero di truppe in Groenlandia, seguendo l’esempio di altri alleati della Nato, come parte di una dimostrazione di sostegno all’isola.
Non nomina mai Trump, ma il riferimento è chiaramente a lui. “Ogni giorno ci viene ricordato che viviamo in un’epoca di rivalità tra grandi potenze”, ha detto Carney. “Che l’ordine basato sulle regole sta svanendo. Che i forti fanno ciò che possono e i deboli subiscono ciò che devono. Le potenze medie devono agire insieme perché se non siete al tavolo, noi siamo nel menu”. Il discorso, che secondo il New York Times avrebbe scritto di suo pugno, arriva nel momento in cui Trump ha minacciato nuovi dazi contro i Paesi che intendono rafforzare la loro presenza militare in Groenlandia, mentre il Canada è già stretto da tariffe imposte da Washington che stanno avendo un pesante impatto su i settori automobilistico, dell’acciaio, dell’alluminio e del legname. Carney, ex manager nel settore degli investimenti e governatore delle banche centrali del Canada e dell’Inghilterra che ha partecipato al forum di Davos una trentina di volte, ha spiegato che gli eventi recenti hanno dimostrato che l'”ordine internazionale basato sulle regole” è di fatto “morto”. Di conseguenza, Canada e altri paesi non hanno altra scelta se non creare nuove alleanze per contrastare le tattiche di pressione e intimidazione delle grandi potenze. “C’è una forte tendenza, tra i paesi più piccoli, ad adeguarsi per evitare guai, sperando che la sottomissione garantisca sicurezza. Non sarà così”, ha avvertito il premier canadese, ribadendo l’impegno del Canada nel rafforzare la sicurezza del fianco settentrionale e occidentale della Nato.













