L'affondo di Donald Trump sulla Groenlandia non piace al Congresso Usa.
I democratici sono sul piede di guerra e assicurano che faranno di tutto per fermare il presidente. Malumori sono palpabili anche fra i repubblicani, spiazzati dalla minaccia di imporre dazi agli alleati della Nato.
E mentre gioca la sua partita per l'Artico, Trump torna a puntare al Canada: con i suoi confidenti si è lamentato della debolezza del Paese nel difendere il suo confine al nord e, pur senza parlare di una possibile acquisizione o di un intervento militare, ha aleggiato l'ipotesi di stringere un accordo con Ottawa per rafforzare la sicurezza al nord del Paese. Per mesi il presidente ha rivendicato il Canada come 51mo Stato americano, logorando i rapporti con il vicino. A suon di dazi e di attacchi incessanti a parole, il tycoon ha allontanano Ottawa, alleato storico, spingendola a cercare altre alleanza, come dimostra il recente accordo commerciale con la Cina. Come la Groenlandia, anche il Canada rientra nella strategia americana di supremazia e sicurezza nell'emisfero occidentale.
E come l'isola nell'Artico, anche Ottawa rientra nell'ambizioso progetto del Golden Dome, lo scudo in stile Iron Dome israeliano a cui Washington sta lavorando.












