Chi l’avrebbe mai detto: una manifestazione di Gioventù nazionale in difesa del popolo iraniano che combatte una tirannia ha scatenato a destra una micropolemica tra vecchi attivisti e giovani leve (che i primi con scherno definiscono gioventù governativa). L’oggetto del contendere è – solo apparentemente – lo striscione che le pattuglie meloniane recavano con sé: “Qui per difendere la vita affinché a Teheran si torni a leggere Lolita”.
Il riferimento era evidentemente al romanzo di successo Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi, un libro contro la censura, che è un tratto tipico dei regimi totalitari. Ebbene lo striscione non è piaciuto ai seniores della destra pro-ayatollah antiamericana. Così un corsivo firmato con pseudonimo apparso sul sito Destra.it ha rimbrottato con poco garbo i militanti di Gn. Siete passati da Eowyn – questo il succo – all’apologia di Lolita, protagonista di un romanzo dove un professore pedofilo prende di mira una dodicenne. Che degrado. Noi sì che facevamo buone letture: Evola e Gentile, tiè. Questi rimanderebbero i giovani di destra a studiare. Ma studiare cosa? Non sarà meglio Nabokov della bibbia dei complottisti “La guerra occulta?”. E vogliamo dirlo che Evola era pure un po’ misogino? E che è passato mezzo secolo dalla pubblicazione de Il male americano di de Benoist? Eva bene che le radici profonde non gelano ma pure le novelle fronde hanno i loro sacrosanti diritti. Lolita accostata a Eowyn, la principessa guerriera del Signore degli Anelli, rimanda poi a un altro caposaldo retorico della vecchia destra la quale sostiene che in Iran le donne stanno bene, studiano, si laureano e non sono schiave di OnlyFans. Non sono preda del materialismo occidentale.














