PADOVA - Palpeggiò una ragazza sul fondoschiena: via il permesso di soggiorno all’immigrato, malgrado abbia un lavoro a Padova e un fratello in Italia. L’ha deciso il Consiglio di Stato, consolidando l’orientamento del Tar del Veneto e chiudendo il caso pendente da un paio d’anni. Condannato per violenza sessuale a Trieste, l’uomo aveva prospettato «la lieve entità del fatto», ma i giudici amministrativi hanno fatto valere il richiamo «ai precetti costituzionali che impongono la tutela della vita, dell’integrità fisica e della libertà della donna».
La vicenda era cominciata nel 2023, con il diniego della Questura di Padova alla richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo, presentata da un cittadino extracomunitario. Il rifiuto era stato motivato essenzialmente sulla base della circostanza che l’interessato nel 2020 aveva riportato, al Tribunale di Trieste, una condanna a 1 anno e 4 mesi (con la sospensione condizionale della pena) «per un palpeggiamento alle natiche di una minorenne e per il conseguente giudizio di pericolosità sociale formulato dall’Amministrazione». La difesa aveva impugnato il provvedimento davanti al Tribunale amministrativo regionale del Veneto, rimarcando appunto che si trattava di un episodio di poco conto e lamentando il fatto che l’istanza era stata rigettata «senza valutare in concreto» la situazione personale «anche in relazione ai suoi legami familiari».






