Gravina ce la fa ed entra a far parte delle città finaliste in lizza per ottenere il titolo di Capitale della cultura 2028. Le dieci città sono state selezionate dalla giuria che oggi ha comunicato le prescelte tra i 23 progetti totali presentati. L’idea presentata, che prende il nome di “Radici al futuro”, ha come cuore il tema dell’accoglienza, come “un atto intellettuale e un gesto culturale”.

“Le gravine sono metafore di una dimensione intima che porta generatività, nutrimento e trasformazione proprio come un ventre - si legge nella pagina Gravina2028 - dunque la pietra che sembra fermare e bloccare riti, tradizioni, racconti, finisce con l’essere un elemento costruttivo in grado di collegare totalità e singolarità”. Il prossimo 26 e 27 febbraio le città finaliste saranno convocate per le audizioni pubbliche: ogni candidata potrà esporre nel dettaglio il proprio progetto e rispondere alle domande dei giurati. Tra le escluse pugliesi rientrano sia Galatina, con il progetto “Il sogno dei luoghi”, sia Vieste con la sua “Anima bianca della Puglia”.

Invece il sindaco di Gravina, Fedele Lagreca, festeggia con orgoglio la notizia: “Un risultato straordinario - ha scritto sui social - che costituisce un evento storico per la nostra Città: quello che inizialmente poteva sembrare a molti un azzardo, strada facendo si è rivelato un cammino vincente fatto di confronto, condivisione e partecipazione attorno a un progetto ambizioso, frutto di un sogno condiviso e di un impegno collettivo”. “Questo primo entusiasmante esito della corsa - ha proseguito - ci proietta già nella dimensione di Capitale pugliese della Cultura: siamo infatti l’unica Città pugliese a superare questo step e questo, oltre a portare già grandi vantaggi in termini di risorse e visibilità per la nostra Città, non può che inorgoglirci e spingerci a impegnarci per rappresentare degnamente la nostra regione nella fase finale”.