Un cittadino serbo di 37 anni è la prima persona nel nostro Paese ad aver donato in vita due organi in simultanea (trapianto combinato).
Sua figlia Sofija (il nome è di fantasia), di 7 anni, ha ricevuto un rene e una porzione di fegato dal papà.
Padre e figlia stanno bene e sono stati dimessi dall'ospedale Papa Giovanni XXIII ieri. La bimba soffriva da tempo di una rara malattia genetica che colpisce sia il fegato che i reni, e che la costringeva alla dialisi fin dall'età di 4 anni.
La piccola resterà a Bergamo per i controlli per i prossimi mesi, ma potrà condurre una vita regolare. A causa della sua malattia era in dialisi da quando aveva 4 anni, una dialisi peritoneale domiciliare che durava dalle 13 alle 18 ore al giorno, poi la necessità di ricorrere all'emodialisi ha limitato ulteriormente i movimenti della piccola, legata a sedute di dialisi eseguite a giorni alterni.
Il quadro, spiegano dall'ospedale, si è complicato dallo sviluppo di cirrosi epatica, che non consentiva l'esecuzione di un trapianto renale isolato. "È una gioia oggi vedere che nostra figlia ha riacquistato l'appetito e la voglia di giocare - ha detto il papà di Sofija -. Prima si stancava molto facilmente e interrompeva il gioco per sdraiarsi a riposare. Ora sta diventando come tutti gli altri bambini: vivace, gioiosa, piena di energia, finalmente senza cateteri che erano necessari per la dialisi. Ora potrà iniziare la scuola, spensierata come i suoi coetanei".








