Roma, 20 gen. (askanews) – Il Forum di Davos avrebbe dovuto rappresentare il palcoscenico decisivo di un lungo e complesso negoziato sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Quello che per Kiev doveva essere il coronamento di un percorso diplomatico rischia invece di trasformarsi in un incubo politico, con il dossier Groenlandia che sta monopolizzando l’appuntamento sulle alpi svizzere.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato oggi che il suo posto è in Ucraina, non a Davos. Tuttavia, ha precisato di essere pronto a lasciare Kiev qualora i colloqui tra le delegazioni ucraina e statunitense dovessero portare alla stesura del documento definitivo sulle garanzie di sicurezza.
Kiev è in ginocchio, colpita da una profonda crisi energetica prodotta dai numerosi attacchi russi, per questo il presidente ucraino ha detto questa mattina che “in questo caso scelgo l’Ucraina, non il Forum economico”, durante una conferenza stampa online, specificando il senso della sua assenza al forum internazionale.
Eppure, Zelensky non ha chiuso definitivamente alla possibilità di muoversi verso la città svizzera, qualora vi sia la possibilità di giungere ad un accordo con la controparte americana.











