Sul centro sociale torinese di Askatasuna, sgomberato prima di Natale dalle forze dell’ordine, pende presso la Corte d’Appello un ricorso della Procura, che chiede l’associazione a delinquere. La sede di Corso Regina Margherita è stata liberata e messa sotto sequestro perché il collettivo di autonomi ha violato i patti con il Comune, continuando a ospitare abusivamente nell’edificio persone, malgrado non ci fossero le condizioni di sicurezza necessarie per vivere. L’operazione di polizia è stata vissuta dai caporioni del centro sociale, molti dei quali hanno precedenti penali, come un atto di lesa maestà. È così che, per sabato 31 gennaio, è stata organizzata una manifestazione che, almeno nelle intenzioni, ha toni eversivi. Partiranno tre cortei, uno sedicente pacifico, uno di violentie uno mezzo e mezzo, da Porta Nuova, Porta Susa e Palazzo Nuovo, con l’obiettivo di mettere in difficoltà le forze dell’ordine. L’azione, e questo è uno sfregio nello scandalo, è stata programmata nel Campus Einaudi- intitolato al grande presidente della Repubblica liberale, che era proprio di Torino -, che la magnifica (?) rettrice, Cristina Prandi, ha messo a disposizione degli antagonisti. Presenti non erano solo i membri di Askatasuna. Il centro sociale infatti ha attivato tutta la rete dell’antagonismo, nazionale e non solo, per realizzare l’obiettivo di “prendersi la città”, come recita lo slogan della manifestazione.
È allarme rosso per l'alleanza tra centri sociali | Libero Quotidiano.it
Sul centro sociale torinese di Askatasuna, sgomberato prima di Natale dalle forze dell’ordine, pende presso la Corte d’Appello un ri...







