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Ultimo aggiornamento: 8:08
Sei pagine fitte di falle tecniche, mancanze strutturali e problemi di organico: dalle infiltrazioni nel soffitto ai problemi all’impianto antincendio, dalla penuria di agenti penitenziari all’assenza di percorsi di rieducazione. A firmare la relazione sull’Istituto Penale per Minori di Lecce però non è qualche oppositore del governo Meloni ma il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che però minimizza. “Inconvenienti tecnici che ben possono verificarsi nell’ambito di realizzazione di qualsivoglia intervento edilizio” scrive il guardasigilli (nella sua risposta a una interrogazione del deputato Pd Claudio Stefanazzi) aggiungendo che “rendere operativo l’Ipm di Lecce è di vitale importanza per attenuare il sovraffollamento del comparto detentivo minorile”. E pazienza che il carcere minorile salentino fosse stato inaugurato in pompa magna il 20 novembre scorso dal sottosegretario Andrea Ostellari per poi rimandare l’apertura operativa di oltre un mese proprio a causa dei lavori non terminati.
Il 2 dicembre Stefanazzi ha depositato l’interrogazione a Nordio nella quale elencava una serie di “gravi carenze nelle condizioni di sicurezza interna ed esterna” segnalate dagli operatori e dai loro sindacati. Dopo un mese e mezzo di silenzio (e all’indomani della pubblicazione di un’inchiesta sulle criticità degli Ipm appena inaugurati non solo a Lecce ma anche a L’Aquila e Rovigo) arriva la risposta del ministro Nordio, trasmessa dal capo di gabinetto Giusi Bartolozzi. Il carcere minorile di Lecce “è una struttura moderna, che dispone di stanze singole, colorate, tutte dotate di servizi igienici privati e di spazi ariosi e molto luminosi” è l’esordio della risposta di Nordio, che però prosegue ammettendo le criticità. La stanza dei sanitari chiusa perché ci piove dentro? “L’infiltrazione è circoscritta e non inficia la funzionalità della struttura, riguardando un’unica stanza, che non sarà utilizzata sino alla completa risoluzione dell’inconveniente”. L’impianto antincendio non funzionante? È stato “nominato un responsabile servizio di prevenzione e protezione che si è prontamente attivato per lo svolgimento di tutti gli adempimenti volti alla tutela della sicurezza sul lavoro”. L’organico sottodimensionato degli agenti di polizia penitenziaria? “A fronte di un organico teorico di 42 unità” scrive Nordio “sono attualmente effettive 25, in aggiunta alle quali è previsto il trasferimento di ulteriori 8 unità, che avverrà in corrispondenza all’incremento del numero di detenuti presenti“. Risposte simili per tutte le altre falle messe in luce finora: “Si sta provvedendo a ingrandire” l’area passeggi; è “in corso di realizzazione” il campo sportivo all’aperto; “sono in corso interventi migliorativi” sull’impianto elettrico e di videosorveglianza visto che l’esterno del carcere minorile non è illuminato né funzionano le telecamere; la realizzazione di un block-house, cioè di una sorta di guardiola d’ingresso dove controllare chi entra e chi esce, “sarà realizzata prima possibile”.






