Per il garante dei detenuti dell’Emilia-Romagna, Roberto Cavalieri, la riapertura delle carceri minorili di Lecce e L’Aquila, l’1 e il 15 settembre, «è una buona notizia per Bologna». Anzi “eccellente”, visto che adesso «potrà essere chiusa la sezione per giovani detenuti della Dozza». Esperimento che non esita a definire, «oltre che inutile, anche fallimentare». Il suo non è un auspicio, ma una sfida «a quelli che a suo tempo dissero che quella di Bologna era una soluzione ponte, proprio in attesa della conclusione dei lavori nelle altre carceri minorili». Il garante ricorda gli impegni assunti dal Capo del Dipartimento giustizia minorile e di comunità Antonio Sangermano e dal sottosegretario alla giustizia Andrea Ostellari che avevano parlato di “soluzione temporanea” e di “ritorno alla normalità entro l’estate”.

Alla chiusura della sezione per i ragazzi alla Dozza, auspicata dal garante, credono poco i vertici della Fp-Cgil, Antonio Soletta e Salvatore Bianco, preoccupati per l’ormai certo trasferimento di parte del personale nei nuovi istituti. Per il sindacato degli agenti della penitenziaria «la mobilità del personale, disposta con interpello straordinario, per la prossima apertura degli Istituti per minorenni de L’ Aquila e di Lecce, sarà un problema». Perché avverrà «ancora in pieno piano ferie estive» e a Bologna «verranno a mancare ben 9 unità di personale del ruolo agenti-assistenti in sole due settimane» e così «l’istituto bolognese è quello che pagherà un prezzo insostenibile». La Fp-Cgil definisce «l’apertura di una sezione per giovani-adulti alla Dozza, una decisione poco lungimirante e dispendiosa in termini economici e di risorse umane».