TORINO. I costi della linea ferroviaria Torino-Lione sono aumentati del 23% negli ultimi sei anni e del 127% rispetto alle previsioni iniziali. È quanto emerge da una nuova relazione della Corte dei conti europea, che individua il progetto come uno dei principali responsabili dello sforamento dei costi delle grandi infrastrutture della rete transeuropea dei trasporti (Ten-T).

Il documento aggiorna la valutazione del 2020 sugli otto megaprogetti ferroviari europei dal valore superiore al miliardo di euro. Insieme alla Torino-Lione, la Corte segnala Rail Baltica, il collegamento tra gli Stati baltici, che negli ultimi sei anni ha registrato un aumento dei costi del 160%, arrivando a quasi quadruplicare le stime iniziali. Nel complesso, l’incremento medio dei costi reali dei progetti analizzati sale oggi all’82%, contro il 47% stimato cinque anni fa.

Gli auditor riconoscono che dal 2020 i progetti hanno dovuto fare i conti con fattori esterni rilevanti: la pandemia, la guerra russa contro l’Ucraina, l’aumento dei prezzi delle materie prime, nuovi requisiti normativi e difficoltà tecniche. Ma la relazione sottolinea che, nonostante questi elementi, gli scostamenti continuano a crescere anche rispetto alle revisioni più recenti.