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Le stime dei medici: 33mila feriti, 7mila agli occhi. I genitori visitano il giovane condannato a morte
Erfan Soltani, il 26enne simbolo delle ultime proteste contro il regime degli ayatollah, è stato ucciso mentre era in custodia della polizia. La notizia è arrivata ieri come un macigno su chi sogna la libertà in Iran. Ma c'è ancora un filo di speranza. Una ong ha smentito l'esecuzione. Erfan era stato arrestato l'8 gennaio e subito condannato a morte con l'accusa di propaganda contro lo Stato. I familiari in visita al carcere di Karaj dicono di averlo incontrato ieri. Questo sviluppo arriva dopo giorni di estrema preoccupazione per la sorte del giovane iraniano dai capelli rossi. Diversi giorni dopo il suo arresto, le autorità hanno informato la sua famiglia che avrebbero dovuto presentarsi in prigione mercoledì 14 gennaio per un'ultima visita prima della sua esecuzione. La condanna a morte non ha avuto luogo nella data annunciata. Fino alla breve visita di ieri, tuttavia, i suoi cari non avevano ricevuto alcuna conferma diretta che Erfan fosse ancora vivo.







