Un’azione simbolica ma collocata in un punto ad alta visibilità, seguita da un corteo partito dal centro sociale Magazzino 47 e conclusosi tra via Milano e via Industriale, a ridosso dell’area interessata dalla cerimonia. La protesta, rivendicata dal Coordinamento Palestina di Brescia insieme a realtà antagoniste e collettivi cittadini, e poi diffusa sui canali della rete antagonista, aveva come obiettivo la presenza di Israele tra i Paesi partecipanti ai Giochi e l’impianto complessivo delle Olimpiadi, contestate come grande evento capace di coprire violazioni dei diritti umani, sfruttamento del lavoro e devastazione ambientale. «Lo sport non può coprire il genocidio del popolo palestinese in corso da due anni e mezzo, né l’occupazione della Palestina che risale (almeno) al 1948», hanno dichiarato gli organizzatori, inserendo la protesta bresciana nel solco delle mobilitazioni pro-Palestina che attraversano il mondo antagonista.
Olimpiadi invernali nel mirino: "Fuori Israele", primo blitz degli antagonisti
Il passaggio della fiamma olimpica a Brescia si è trasformato nel primo banco di prova di una mobilitazione annunciata. Sabato pomeriggio, ment...








