Non è una novità, almeno in queste ultime settimane, ma sono i movimenti delle materie prime a scaldare le borse. Sotto i riflettori, in particolare, il settore dei metalli preziosi e quello energetico. Procediamo con ordine: ancora una volta, anche in questi ultimi giorni, oro e argento hanno ritoccato i massimi storici. Il metallo giallo è salito per la prima volta nella sua storia millenaria oltre i 4.600 dollari per oncia, ritoccando i record raggiunti a fine 2025. La spinta è generalizzata: arriva dagli acquisti delle banche centrali, ma anche dal settore investimenti e da un quadro geopolitico più che mai complesso.

L’ANALISI

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Contestualmente l’argento si è spinto oltre ogni pronostico, arrivando a superare i 90 dollari per oncia. Per capire l’eccezionalità del rally del metallo nobile dobbiamo ricordare che il prezzo a inizio 2025 le quotazioni si trovavano in area 28 dollari per oncia. In poco più di un anno, quindi, il prezzo nella denominazione in dollari è triplicato. Leggermente più bassi i rialzi in euro (per via del deprezzamento del dollaro sul mercato dei cambi, il forex market, ma siamo comunque in tripla cifra). A sostenere l’argento sono le aspettative per un deficit fra domanda e offerta sempre più strutturale, ossia destinato a durare nel tempo (e potenzialmente acuirsi). La domanda industriale continua a crescere – trascinata da pannelli fotovoltaici, componentistica per auto elettriche – e potrebbe salire ancora anche grazie alla domanda per elettronica legata all’intelligenza artificiale.