"Non si può banalizzare, cercare lo slogan o il decretino spot per incassare un consenso immediato, come sta facendo il governo": Silvia Salis, sindaca di Genova, lo ha detto in un'intervista a Repubblica parlando del 18enne accoltellato e ucciso da un coetaneo a scuola a La Spezia. Anche lei dunque, così come altri esponenti di centrosinistra, non ha perso l'occasione di puntare il dito contro l'esecutivo. Poi, il suggerimento: "È fondamentale mettere in campo delle politiche sociali e culturali che affrontino il fenomeno nella sua complessità".

Commentando la stretta alle armi da taglio prevista nel pacchetto sicurezza su cui sta lavorando il Viminale, la prima cittadina ha detto: "È sempre auspicabile che ci siano meno armi in giro, soprattutto se c’è il rischio che possano usarle dei minori. E tuttavia, l’esecutivo continua a inasprire le pene e creare nuovi reati senza capire che questa non sia soluzione. Infatti sono al quarto anno di governo e sulla sicurezza non hanno ottenuto alcun risultato". Secondo la Salis la "ricetta" del governo "è sempre la stessa: sanzioni e repressione. Cosa risolvi quando chiedi a una famiglia – che magari non ha neanche i soldi per l’affitto – di pagare una multa di 500 o 1000 euro perché il figlio ha commesso un reato? Ma che Stato è uno Stato che ragiona così?".