RUBANO - In quel laboratorio di Rubano erano entrate per un tatuaggio, ma quando sono uscite erano sotto choc: entrambe sono state oggetto di molestie. Nei guai è finito il 32enne L.M. accusato di violenza sessuale dal pubblico ministero Sergio Dini titolare delle indagini. Il giovane, incastrato dai racconti dettagliati delle due vittime, ha chiesto e ottenuto di patteggiare davanti al Gup un anno e dieci mesi con la sospensione della pena.

Ma in accordo con il giudice e la Procura si è impegnato a frequentare un percorso di recupero in 50 sedute, già iniziato lo scorso 17 ottobre, attraverso la cooperativa Gruppo R. In totale il trattamento durerà un anno e mezzo, alla fine del quale verrà valutato il suo impegno e il risultato ottenuto a livello psicologico.

Il primo episodio risale al 26 maggio del 2023. Una ragazza di 23 anni ha preso un appuntamento con il tatuatore nel suo laboratorio di Rubano, per un tatuaggio sulla zona lombare. La 23enne, distesa sul lettino, è rimasta con addosso solo gli slip. Impegnata a non muoversi, per non compromettere l'opera d'arte che stava prendendo forma sulla sua pelle non si è resa conto di quello che stava per accadere. Il tatuatore, con una mossa fulminea, si è abbassato i pantaloni e con il membro in erezione ha toccato la cliente.