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Nel 2025, solo a Roma, oltre un terzo dei locali controllati presentava criticità e le chiusure sono state quasi 70. Dopo la carneficina svizzera si è attuato un giro di vite
La strage di ragazzi a Capodanno in Svizzera nel locale Le Constellation ha traumatizzato l'intero Paese e, in generale, l'Europa e ha messo davanti all'evidenza che quanto accaduto a Crans-Montana sarebbe potuto succedere ovunque, perché per 1000 esercenti diligenti ce ne sarà sempre almeno uno che non rispetta le indicazioni di sicurezza. Le regole sono chiare, le leggi per evitare quanto è successo in Svizzera anche: ma anche il Paese elvetico ha una legislazione di sicurezza chiara in tal senso, che non ha comunque evitato la morte di 40 giovani e il gravissimo ferimento di oltre 100. Ecco, quindi, che i controlli si sono fatti serrati un po' ovunque, anche in Italia.
L'ultimo locale a subire una verifica è stato il Piper, storica location romana, alla sono stati posti i sigilli come misura preventiva in attesa di una eventuale convalida, o annullamento, da parte del giudice. Durante i controlli sarebbero state individuate modifiche a livello strutturale nell'impianto ma anche potenziali rischi in caso di evacuazione. Avrebbero poi contribuito alla misura anche l'assenza di certificazioni e un numero di persone più alto rispetto a quello dovuto. La questura di Roma porta avanti questi controlli ormai da molto gremii e non ha interrotto dopo l'incidente di Crans-Montana ma, anzi, ha intensificato la sua azione. Lo scorso anno sono stati chiusi circa 70 esercizi commerciali.








