Quando è stata interrogata dai magistrati svizzeri, prima che il marito venisse arrestato e lei venisse sottoposta all’obbligo di firma, Jessica Moretti ha detto di non avere nel suo telefono nessun video della serata di Capodanno al Le Constellation. In realtà, emerge ora dagli atti, la donna sarebbe stata immortalata da uno dei clienti mentre riprendeva non solo la processione con le bottiglie sormontate da candelotti scintillanti, ma anche l’inizio del rogo che ha ucciso quaranta persone e ne ha ferite altre 117.

Il filmato e le immagini sono state depositate alla procura di Sion e a denunciarlo è l’avvocato Romain Jordan, che assiste diverse vittime e i loro familiari.

Una versione confermata da diverse testimonianze. Una su tutte: quella di Louise, una delle cameriere in servizio nel locale la notte della tragedia. Faceva parte della processione per portare lo champagne ai tavoli, con in testa Cyane Panine e il collega che la teneva sulle spalle: secondo la ricostruzione degli inquirenti, le torce collocate sulle bottiglie, sfiorando il soffitto ricoperto di pannelli infiammabili, avrebbero scatenato il rogo.

Ecco il racconto di Louise: «Cyane si era sistemata sulle spalle di Mathieu, come aveva già fatto in precedenza. Jessica era con noi, non ricordo se avesse una bottiglia in mano. So che stava filmando. Credo che fossimo in sette o otto in quella fila. Jessica ci ha seguito». Louise si tormenta per essere sopravvissuta, dice di non essersi accorta subito dell’incendio: «Ho visto una folla salire le scale, ma nessuno gridava “Al fuoco!”. Ho visto anche Jessica andarsene». E ancora: «Abbiamo perso tra i 30 e i 35 secondi. Con la musica in sottofondo, la gente non gridava. Eravamo di spalle e non riuscivamo a vedere l’incendio. Abbiamo continuato».