Uno “spazio calmo”, che avrebbe dovuto essere adibito ad area di protezione in caso di emergenza, era inoltre del tutto inaccessibile perché chiuso a chiave e trasformato in magazzino. A completamento del quadro, è stata riscontrata l’assenza di due estintori obbligatori rispetto al numero originariamente previsto. La scena presentatasi al primo piano non è apparsa migliore: anche qui, l’area destinata all’evacuazione in situazioni di emergenza era ostruita dai motori degli impianti, i sensori antifumo sono risultati sottodimensionati e nessuna traccia dell’unico estintore previsto. Dal primo all’ultimo livello dello stabile, quanto riscontrato dagli agenti ha dato riprova di difformità evidenti tra la documentazione autorizzata e lo stato reale dei luoghi, con ambienti rimodellati per aumentare la capienza e l’impatto scenografico, sacrificando le regole prescritte e gli standard minimi di sicurezza.
Roma, sequestrati tre club della movida. Gravi rischi alla sicurezza, giro di vite dopo la strage in Svizzera
Dietro le luci, la musica ed i cocktail di tre tra i club più esclusivi della notte romana si nascondeva un serio pericolo per gli avventori. S...













