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La Cina dimostra di poter creare enormi barriere marittime usando migliaia di navi civili, rafforzando la pressione strategica su Taiwan e sulle rotte del Pacifico

La Cina ha compiuto un nuovo e silenzioso salto di qualità nella sua strategia di controllo dei mari contesi dell’Asia orientale. Senza annunci ufficiali né comunicati militari, Pechino ha dimostrato di poter mobilitare in tempi rapidissimi migliaia di navi civili per creare vere e proprie "barriere marittime galleggianti" lunghe centinaia di miglia. Per gli esperti non si tratterebbe di una classica esercitazione navale, ma di un’operazione ibrida in grado di sfruttare la flotta peschereccia come strumento di pressione geopolitica. Queste manovre rafforzano il ruolo della cosiddetta "milizia marittima", una forza composta da imbarcazioni civili addestrate e coordinate da Pechino, già impiegata in passato nel Mar Cinese Meridionale. La novità è la scala: mai prima d’ora si era vista una concentrazione così ampia e ordinata di navi civili utilizzate per delimitare spazi marittimi strategici vicino a rotte commerciali cruciali e a zone sensibili come Taiwan e le isole contese con il Giappone.