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Ultimo aggiornamento: 13:22
Un mare di bandiere bianche e rosse: quelle della Danimarca e quella della Groenlandia sventolare dai cittadini di Copenaghen dopo giorni di tensioni con il territorio – preteso da Donald Trump – sospeso tra il diritto all’autodeterminazione e gli equilibri della Nato. Migliaia di persone sono scese in piazza a Copenaghen per protestare contro le reiterate ambizioni del presidente Usa sull’isola artica, territorio autonomo sotto sovranità danese.
Nella piazza del municipio della capitale danese, sotto un cielo grigio e nebbioso, i manifestanti hanno formato una distesa di rosso e bianco. Al grido di “Kalaallit Nunaat!”, il nome della Groenlandia in lingua groenlandese, la protesta ha assunto un forte valore simbolico, riaffermando l’identità e i diritti del popolo inuit. Sui cartelli, slogan ironici e duri allo stesso tempo: “Make America Go Away”, parodia del celebre “Make America Great Again”, e “Gli Stati Uniti hanno già abbastanza ghiaccio”.
Le manifestazioni, promosse da organizzazioni groenlandesi, non si sono limitate a Copenaghen: iniziative analoghe sono state annunciate anche ad Aarhus, Aalborg e Odense, a testimonianza di un malessere diffuso. “È una questione di diritto internazionale e di autodeterminazione del popolo groenlandese. Non possiamo farci intimidire da uno Stato, nemmeno se è un alleato”, ha dichiarato Kirsten Hjoernholm, 52 anni, dipendente dell’Ong Action Aid Danimarca, sintetizzando il senso politico della mobilitazione.











