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La nuova amministrazione Trump rilancia e radicalizza la dottrina Monroe, rivendicando il controllo dell’emisfero occidentale. Dalla Groenlandia a Cuba e Panama, cresce una postura Usa più assertiva contro Cina e Russia

La nuova amministrazione Trump sta mettendo in pratica una politica estera incentrata sul recupero della dottrina Monroe.

Nel 1823 il presidente degli Stati Uniti James Monroe stabilì che le potenze coloniali europee non dovessero interferire nel continente americano. Si trattava di una dottrina prettamente difensiva: gli Usa avrebbero reagito alle influenze esterne di qualsiasi tipo nel proprio intorno geografico. Successivamente il presidente Theodore Roosevelt modificò questa postura politica nel 1904, aggiungendo la possibilità per gli Stati Uniti di intervenire direttamente con la forza militare nel continente americano e ora presidente Trump ha ulteriormente spostato la soglia di intervento con l’azione in Venezuela, riservandosi il diritto di decidere l’assetto politico di una nazione americana in modo diretto.