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Venezuela, Groenlandia, forse altro domani non sono capricci, ma risorse. Energia, sicurezza, strategia. Monroe parlava a una nazione giovane, Trump a un impero stanco ma armato
C'è un errore che ripetono molti analisti: dipingere Donald Trump come improvvisatore. È una lettura pigra, consolatoria e sostanzialmente falsa. Trump non è solo istinto: è prima di tutto detonatore di strategie radicate a Washington da decenni. Gli eventi recenti, dal Venezuela alla Groenlandia, passando per Cuba e Colombia, non sono scatti d'ira, ma tasselli di una visione coerente. Si è tornato a parlare di Dottrina Monroe, che Trump ha già deformato e aggiornato in chiave Donroe. La Storia, forse, la consegnerà come dottrina Trump. A intuirlo per primi sono stati i giornali progressisti, dal New York Times in giù.
TRump dà corpo a disegni strategici rimasti nei cassetti di Washington, spesso relegati a meri esercizi politologici: le ricadute sono soprattutto interne, risposta alla stanchezza profonda dell'America.






