Il precedente contratto delle Funzioni centrali, quello del 2022-2024, è stato sottoscritto in via definitiva esattamente un anno fa, il 27 gennaio del 2025, e ha portato in media 165 euro lordi in più al mese nelle tasche di circa 200 mila statali. Il contratto per il 2025-2027, al centro martedì prossimo di un nuovo tavolo all'Aran, l'agenzia governativa che tratta con i sindacati i rinnovi dei contratti dei dipendenti della Pa, garantirà invece un incremento medio delle retribuzioni pari a 167 euro lordi. Per la prima volta sarà possibile firmare un contratto pubblico entro la scadenza del triennio di riferimento.
I rinnovi ravvicinati dei due Ccnl determineranno dunque un aumento medio lordo mensile degli stipendi pari nel complesso a 332 euro. Il rinnovo del contratto non interessa solo i ministeriali, ma anche i dipendenti delle agenzie fiscali e degli enti pubblici non economici. A dicembre l'Aran, in occasione dell'ultimo incontro con i sindacati, ha illustrato gli aumenti economici possibili con le risorse a disposizione, circa 10 miliardi di euro, stanziate dal governo già nel 2025 con la legge di Bilancio dello scorso anno. Per i comparti statali – ministeri e agenzie fiscali – sono stati messi sul piatto oltre 1,7 miliardi di euro per il 2025, a cui si aggiungono ulteriori 3.550 milioni di euro per il 2026 e, infine, circa 5,5 miliardi di euro a regime.






