Falò accesi per cucinare il pranzo, alberi carichi di sacchi con dentro coperte e materassi, staccionate abbattute e mai sostituite, rifiuti di ogni tipo davanti ai depositi dei carretti del mercato di Porta Palazzo. Il parco archeologico del capoluogo piemontese, attorno a cui si sviluppano le rovine della Torino romana, sembra abbandonato a se stesso.
Una distesa di fango e spazzatura
Lo spettacolo è desolante: la grande area verde è diventata una distesa di fango quasi deserta. Tra le Porte Palatine e la statua di Augusto la staccionata originale del parco non esiste più ed è stata sostituita con delle grate di metallo da cantiere, provvisorie da anni.
Sacchi appesi agli alberi e fuochi accesi
Gli unici frequentatori sono un gruppetto di senzatetto: hanno raccolto la loro vita in sacchi di nylon e li hanno appesi ai rami di sei o sette alberi del parco, a due passi dalle Porte Palatine. Si scaldano intorno a un fuoco, in pieno pomeriggio, e lo alimentano gettando tra le fiamme pezzi di un bancale recuperato probabilmente a Porta Palazzo. Sulle panchine su cui sono seduti spuntano cartoni di vino, bottiglie d’olio, cibo e padelle che utilizzano per cucinare. Chi passa sulla strada romana fatica a credere ai propri occhi, poi tira dritto e abbassa lo sguardo.







