Un movente 'sentimentale', qualche attenzione forse di troppo che avrebbe motivato il dissidio da cui è scattata la violenza cieca. C'è questo nelle prime ricostruzioni da parte degli inquirenti che indagano sull'omicidio di Zaki Roushdi Safwat Abanoub Youssef, il ragazzo di 18 anni di origini egiziane accoltellato a morte a scuola da un compagno coetaneo all'istituto Einaudi Chiodo, alla Spezia. Colpito da una mano armata di coltello: a sferrare i colpi un compagno di 19 anni, A.Z. sotto gli occhi di alcuni testimoni che hanno visto il 18enne restare a terra in un lago di sangue.

Un dissidio, quello in origine, nato attorno ai rapporti con una ragazza, una compagna di scuola dello stesso istituto, forse per motivi di gelosia. La ragazza è stata ascoltata oggi pomeriggio dalla Squadra mobile della polizia che indaga per ricostruire l'accaduto. Sotto choc perché presente a scuola anche se non testimone oculare dei fatti, la giovane sapeva degli screzi: nelle sue parole gli inquirenti hanno trovato la conferma delle origini del dissapore che avrebbe portato all'aggressione di oggi. Una tragedia che ha colpito un'intera comunità. L'amministrazione comunale esprime il più profondo cordoglio per la tragica morte del giovane studente coinvolto nell'aggressione avvenuta questa mattina presso l'Istituto Domenico Chiodo. Alla sua famiglia, e in particolare ai genitori colpiti da un dolore immenso e inaccettabile, va la più sentita e sincera vicinanza di tutta la comunità", ha affermato il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini.