Per la Cisl era la più grave emergenza degli ultimi vent’anni a Reggio Emilia. E l’emergenza resta. Ma ora sembra esserci una via d’uscita. Inalca (gruppo Cremonini), tra i principali produttori in Italia e in Europa di carni bovine, è pronta a ritirare la procedura di licenziamento collettivo di 165 lavoratori dello stabilimento della città emiliana, lo stesso che quasi un anno fa, l’11 febbraio, fu devastato da un incendio. Ed è pronta a dare il via libera alla proroga della cassa integrazione straordinaria per altri sei mesi, previa autorizzazione del ministero del Lavoro. Mesi che dovranno essere utilizzati per trovare soluzioni. Ricollocamenti, anche attraverso l’outplacement oppure in altri stabilimenti del gruppo. E incentivi all’esodo.
I ricollocamenti
«Anche se abbiamo trovato un accordo ci aspetta comunque una fase complicata», dice Andrea Sirianni, segretario confederale della Cisl Emilia Centrale, cui fanno capo le province di Modena e Reggio Emilia. «In questo contesto c’è comunque un impegno che coinvolge tutte le parti, a partire dal gruppo Cremonini e dalle istituzioni, per ricollocare i lavoratori e le lavoratrici all’interno del gruppo o all’esterno», spiega l’assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia.










