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Dopo indagini internazionali e pressioni politiche, xAI limita l’editing delle immagini su Grok. Al centro delle polemiche deepfake espliciti, minori coinvolti e richieste di rimozione dell’app dagli store di Apple e Google
La società xAI di proprietà di Elon Musk ha introdotto nuove limitazioni all’utilizzo della funzione di modifica delle immagini del sistema di intelligenza artificiale Grok. Una contromossa inevitabile dopo che la tecnologia era finita al centro di polemiche internazionali per la capacità di creare rappresentazioni virtuali di persone reali in abiti succinti o senza vestiti. Diversi governi - dall’Europa all’Asia - hanno avviato indagini per contrastare la circolazione online di contenuti illegali o sessualmente espliciti generati tramite la piattaforma. Negli Usa, inoltre, alcune organizzazioni per i diritti civili hanno chiesto ad Apple e Google di rimuovere l’app dai rispettivi store digitali.
In un comunicato pubblicato su X, la società ha spiegato di aver “implementato misure tecnologiche per impedire che l'account Grok consenta la modifica di immagini di persone reali in bikini o biancheria intima”, precisando che “questa restrizione si applica a tutti gli utenti, compresi gli abbonati”. La puntualizzazione fa riferimento alla recente decisione di limitare l’editing delle immagini alle sole persone con un abbonamento attivo. La piattaforma ha aggiunto di vietare la generazione di immagini di individui con abiti succinti in alcune aree del mondo, in “giurisdizioni in cui è illegale”, senza però specificare quali siano. La funzione di editing era stata aperta a tutti gli utenti intorno a Natale, dopo una fase iniziale in cui era disponibile soltanto per gli abbonati. Nei giorni immediatamente successivi sono comparse online le prime immagini non consensuali, con un incremento significativo nel periodo di Capodanno.












