“Èun po’ come per le auto di Formula 1: parecchi team usano lo stesso motore, eppure ognuno conserva la sua personalità, e i risultati sono diversissimi”. Così l'analista Carolina Milanesi commenta l’accordo di Apple con Google per fare della piattaforma di intelligenza artificiale Gemini il motore della nuova Siri e di altre funzioni di Apple Intelligence. Nel comunicato pubblicato sul blog di Google si parla di una collaborazione pluriennale, con l’enfasi sul fatto che l’elaborazione continuerà a svolgersi sui dispositivi Apple e tramite Private Cloud Compute, nel rispetto degli standard di privacy di Cupertino.
Questa mossa arriva dopo una fase complessa per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale di Apple, segnata da ritardi, riorganizzazioni e dal bisogno di colmare rapidamente il divario percepito tra Siri e i chatbot di nuova generazione. Un punto ricorrente nelle ricostruzioni è la volontà di mantenere Siri come interfaccia e identità, evitando che l’utente percepisca una migrazione verso un assistente brandizzato Google. Le risposte non mostrerebbero alcun riferimento a Google o Gemini, a differenza di quello che accade oggi con ChatGPT.
Apple valuta un accordo con Google per portare Gemini dentro Siri














