Consolidare il ruolo dell'Italia nell'Artico, contribuire al rispetto del diritto internazionale, alla tutela del suo ambiente unico ed alle attività umane ivi svolte e sostenere il crescente ingaggio dell'Unione Europea sulle questioni artiche, sulla base del principio che l'Artico è anche un territorio europeo e che il rafforzamento dell'asse Nord-Sud dall'Artico al Mediterraneo favorisce l'unità del continente.
Sono questi i principali obiettivi della "Politica Artica Italiana. L'Italia e l'Artico: i valori della cooperazione in una regione in rapida trasformazione". Così si intitola un corposo documento, 52 cartelle, che delinea la strategia per il rafforzamento dell'impegno italiano nella regione, con particolare riferimento al dialogo politico, ai temi della sicurezza, della ricerca scientifica e dello sviluppo economico.
Presentato in una cerimonia a Palazzo Madama, il documento è il frutto del lavoro congiunto tra il ministero degli Esteri, della Difesa e dell'Università. Al di là delle delicatissime questioni aperte dal punto di vista della geopolitica, il documento mette in evidenza come l'Italia "sia un attore influente e dinamico nella ricerca scientifica artica internazionale". In particolare, nell'Artico il lavoro degli scienziati italiani si integra con le direttrici identificate in ambito internazionale e le istituzioni di altri Paesi operanti nella regione. In questo quadro collaborativo, si evidenziano sul piano scientifico organizzazioni di riferimento come l'International Arctic Science Committee (IASC), l'European Polar Board (EPB), il Sustaining Arctic Observation Network (SAON) e l'Arctic Science Funders Forum (ASFF).













