PADOVA - Una catena della memoria. Composta da 240mila "negative" che hanno rischiato la dissolvenza, cioè di finire al macero. Gli abitanti di Padova oggi sono 210 mila, 30 mila in meno delle persone presenti in questa lunga diacronia che va dagli anni Cinquanta alla fine del Novanta. L'insieme rappresenta uno spaccato generazionale, che restituisce a frammenti e, attraverso personalità disparate, una scenografia dell'epoca.
Ieri, infatti, nella Galleria Cavour di Padova, situata a due passi dal Caffè Pedrocchi, è stata inaugurata la mostra "Mille facce di una città", caratterizzata dall'esposizione appunto di altrettanti negativi con i ritratti di padovani, molti utilizzati per i documenti, che sono una minima parte di quelli conservati nell'Archivio fotografico dello studio ArtFoto-Tagliapietara, uno dei più noti del capoluogo del Santo, che sino alla fine del secolo scorso era in via Gorizia, in pieno centro, proprio vicino a dove ora si tiene la rassegna che rimarrà aperta sino al 15 marzo (gli orari di visita sono sul sito www.1000facce.it).
Il percorso espositivo è una sorta di viaggio lungo quasi mezzo secolo, attraverso una fotografia rigorosamente analogica che non esiste più, ma che documenta com'è cambiato il nostro nodo di rappresentarci. Essendo impossibile proporre l'intera collezione, è stata fatta una selezione, collocata poi su una suggestiva installazione alta circa 2 metri e lunga 8: inquadrando con il cellulare un QR code è possibile in tempo reale trasformare appunto i negativi in positivi grazie a una web-app appositamente realizzata. Un gioco interattivo, quindi, per scoprire i volti di questi sconosciuti.







