Mille ritratti anonimi "in cerca di identità".

Volti di padovani, tra gli inizi degli anni Cinquanta e il 1999, nel chiaroscuro delle negative fotografiche di un tempo passato, quando le macchine erano analogiche.

Immagini senza nome, così come senza generalità sono gli oltre 240mila ritratti conservati nell'Archivio fotografico dello studio ArtFoto-Tagliapietra da cui provengono quelli presentati nella mostra "Mille facce di una città, alla Galleria Cavour, a Padova, dal 16 gennaio al 15 marzo.

Una esposizione, organizzata dall'associazione ArTeam con il contributo del Comune di Padova, che muove le corde delle emozioni, dei ricordi, che è testimonianza dei cambiamenti che hanno segnato la vita dei padovani, ma è anche un inno al valore del mestiere del fotografo professionista che immortalava gli eventi delle famiglie, i bisogni delle persone, prima dei cellulari e dei selfie, e degli archivi come luoghi di memorie di vita irripetibili ma sempre attuali.

"Una catena della memoria", l'ha definita l'assessore alla cultura Andrea Colasio, ricordando come le immagini dell'Archivio rappresentano "uno straordinario spaccato storico, antropologico ma anche artistico della città. Un 'album di famiglia' che mette assieme ai padovani più illustri la borghesia cittadina fino alle classi più umili".