Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Il caso delle liberazioni di cittadini italiani detenuti all'estero è emblematico

Caro Direttore Feltri,

ieri il giornalista Stefano Feltri, non parente del grande Vittorione, ha vergato su X questo livoroso tweet : «Non solo è difficile rintracciare qualcosa di concreto, nell'azione del governo Meloni per la liberazione di Trentini. Al contrario, si trovano parecchi esempi di scelte diplomatiche e di comunicazione, che potrebbero averla ritardata o complicata». Giudico penosi i «rosicamenti» del collega: forse, non ha avuto torto don Carlino De Benedetti a licenziarlo dalla direzione del «Domani». Gli rinfresco qualche significativa notizia, che un bravo giornalista, in primis un ex direttore, non dovrebbe ignorare: Patrick Zaki: libero il 20 luglio 2023, governo Meloni. Cecilia Sala: libera l'8 gennaio 2025, governo Meloni. Alberto Trentini: libero l'11 gennaio 2026, governo Meloni. Mario Burlò: libero l'11 gennaio 2026 governo Meloni. Se finite in carcere, all'estero, dunque, cari lettori, anche se non siete elettori del centrodestra e di Fdi, sperate che al governo ci sia Giorgia Meloni ! La più efficace risposta a Stefano Feltri? Queste parole, pronunciate, martedì, da Trentini, ai microfoni del Tg1, dopo oltre 400 giorni di dura detenzione nelle carceri venezuelane del dittatore comunista Maduro, deposto da Donald Trump, che stima la nostra Presidente del Consiglio. «Sono Alberto Trentini. Sono qui, nella residenza dell'ambasciata italiana a Caracas. Sono libero. Desidero ringraziare il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il governo, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, il corpo diplomatico, che si è attivato ed ha portato a termine la liberazione mia e di Mario».