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Per il caso del comandante libico arrestato e poi rimpatriato dall'Italia nel gennaio scorso
Come era nell'aria già nei mesi scorsi, la capo di Gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi è stata iscritta nel registro degli indagati dalla procura di Roma, per il caso di Osama Njeem Almasri, il comandante libico arrestato e poi rimpatriato dall'Italia nel gennaio scorso. È indagata per il 371 bis del codice penale, cioè le false informazioni al pubblico ministero. Punisce chi "rende dichiarazioni false ovvero tace, in tutto o in parte, ciò che sa rispetto ai fatti sui quali viene sentito". A Bartolozzi viene contestato un reato diverso a quello di cui sono accusati il sottosegretario con delega ai servizi segreti Alfredo Mantovano e il ministro Matteo Piantedosi (peculato e favoreggiamento) e Carlo Nordio (omissione di atti d'ufficio), per i quali il tribunale dei ministri ha inviato alla Camera la richiesta di autorizzazione a procedere. Inquisita per condotte differenti dal punto di vista formale, per Bartolozzi quindi non esiste lo "scudo" - cioè l'autorizzazione a procedere - concesso abitualmente ai coimputati di un reato ministeriale: la prassi vuole infatti che se il reato è lo stesso, il passaggio preliminare alla Camera vale per tutti, che siano protetti da immunità parlamentare oppure no.






