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Alberto Angela nel suo saggio racconta l'ascesa del generale che invase la Gallia a caccia di risorse
È in assoluto il generale più famoso dell'antichità. L'uomo che ha cambiato il destino di Roma e di conseguenza di tutta l'Europa e del Mediterraneo. Nessuno come lui sino a Napoleone - il quale infatti, in esilio a Sant'Elena, dettò Le guerre di Cesare (in Italia edito da Sellerio) - si mise a riflettere proprio sul complesso rapporto di emulazione ammirazione che lo legava al Dictator perpetuus, la cui fortuna militare e politica si esaurì sotto una pioggia di pugnalate. Ma chi era davvero Caio Giulio Cesare (100 a.C. - 44 a.C.)? E soprattutto come si fa a diventare Cesare, ovvero il modello di quello che Luciano Canfora, antichista schierato ma di vaglia, ha definito «il dittatore democratico»?
Sono alcune delle domande a cui risponde il maxi saggio di Alberto Angela Cesare. La conquista dell'eternità (Mondadori, pagg. 636, euro 24). Angela mantiene il suo consueto tono divulgativo, che ha contribuito a far arrivare rapidamente il volume in cima alle classifiche, ma davvero in questo libro ha dato vita a un approfondimento a tutto tondo che potrebbe essere usato nei licei classici come affiancamento alla lettura del De bello gallico. Molte recensioni del volume insistono sull'uso dell'Ai che è stato fatto per creare immagini e narrazioni virtuali che accompagnano il testo e a cui si può accedere anche inquadrando i qrcode presenti sul volume.






