Sia a destra che a sinistra tutti preferiscono chiamarla «priorità» e non più «emergenza». È lei, la sicurezza, la nuova madre di tutte le riforme: il terreno di battaglia che i partiti intendono contendersi di qui fino alle elezioni politiche del 2027. Una partita che non va confinata nell'usuale contrapposizione tra maggioranza e opposizione, ma vive pure all'interno delle singole coalizioni. Così quando la premier, nella conferenza stampa di inizio anno, ha richiesto un «cambio di passo sul tema», annunciando il prossimo pacchetto di misure (inclusa la stretta sui coltelli e la violenza giovanile), non è passato inosservato un certo malessere tra le file leghiste, pronte a rivendicare la primogenitura delle norme. Stesso discorso a sinistra: dall’assemblea sulla sicurezza con i primi cittadini convocata da Elly Schlein a novembre scorso, ai post a tamburo battente di Giuseppe Conte, anche sul fronte immigrazione. E poi Progetto Civico, la nuova formazione di amministratori locali, guidata dall’assessore romano Alessandro Onorato, nata con l’obiettivo di «restituire» alla sinistra i «temi regalati alla destra», proprio come la sicurezza.
Singole mosse da inserire in una cornice più ampia, fatta anche di numeri. I sondaggi parlano chiaro: la sicurezza rappresenta una delle priorità degli italiani. Anche se è quella che i cittadini non mettono sul podio più alto. La conferma arriva da un recente sondaggio dell'Istituto Piepoli, diretto da Livio Gigliuto, e realizzato tra il 12 e il 14 gennaio: al primo posto svetta la sanità, seguita dall'occupazione, i salari e la sicurezza.











