I mercati premiano Italia e Spagna. A sottolinearlo è la Banca centrale europea, nel suo primo bollettino economico del nuovo anno, diffuso nel giorno in cui lo spread tra il Btp decennale e il pari scadenza Bund tedesco ha chiuso la seduta a 63 punti base, su livelli vicini ai minimi dalla crisi finanziaria del 2009.

Il differenziale tra i rendimenti dei titoli del debito «si è ridotto», riflettendo sia «un forte appetito per il rischio» sia «una rivalutazione favorevole, da parte dei mercati finanziari, delle prospettive dei conti pubblici di alcuni Paesi, come Spagna e Italia», si legge nel periodico documento dell’Eurotower di Francoforte. Il miglioramento della percezione ha messo il vento in poppa a Btp e Bonos spagnoli grazie alla disciplina di bilancio impressa da Roma e alla crescita solida mostrata da Madrid.

Lo spread spagnolo viaggia sui valori più ridotti in quasi un ventennio, a 39 punti base, in linea con quanto accade ai differenziali di rendimento di altri Paesi un tempo riuniti nel famigerato club dei “Pigs”, l’acronimo dispregiativo coniato dalla stampa anglosassone per indicare i Paesi più fragili dell’Eurozona durante la crisi del debito sovrano: Portogallo, Grecia e Irlanda (oltre appunto a Italia e Spagna oggi promosse a pieni voti). E una tregua arriva anche per la Francia, «con l’attenuarsi dell’incertezza politica», prosegue la sezione dedicata agli andamenti di mercato tra settembre e dicembre 2025 del bollettino Bce: «Il declassamento del rating sovrano di Parigi ha provocato soltanto una reazione di breve durata sui mercati» e i rendimenti degli Oat francesi «si sono mossi in modo simile a quelli degli altri Paesi dell’Eurozona», rileva la Bce.