La discesa dello spread Btp-Bund a 63 punti base, ieri, nuovo minimo da quasi diciotto anni, segna un passaggio simbolico e sostanziale per i mercati finanziari italiani. Il differenziale, storicamente percepito come termometro del rischio sovrano, si colloca oggi sotto quello francese (71 punti) e non lontano dai livelli spagnoli (43 punti), ridisegnando la geografia del rischio nell’area euro. Il contesto macro registra segnali di normalizzazione finanziaria che rafforzano crescita e agenda del governo. per famiglie e imprese si profila nei prossimi anni margini rassicuranti su prestiti e mutui che si attestano su percentuali migliori della Francia e a ridosso di Germania e della Spagna. Secondo via Nazionale, con uno spread a quota 60, il rendimento BTP decennale si stabilizza tra 2,2-2,5%, costo raccolta bancaria più basso, minor assorbimento di capitale per le banche, maggiore concorrenza sul credito retail.

Le rilevazioni di ieri, di Bankitalia, nel bollettino “Banche e moneta”, delineano un quadro di significativo miglioramento per il credito bancario in Italia. Nel mese di novembre i prestiti bancari al settore privato sono cresciuti del 2,1% su base annua, in accelerazione rispetto all’1,8% registrato a ottobre. Il dato interrompe definitivamente la fase di stagnazione osservata tra il 2022 e il 2023, quando la stretta monetaria della BCE aveva fortemente compresso domanda e offerta di credito. Il ritorno a un ritmo di crescita superiore al 2% segnala una progressiva normalizzazione delle condizioni finanziarie, favorita da aspettative di tassi più stabili e da un miglioramento della fiducia di famiglie e imprese.