In molte Asl si fissano esami urgenti a distanza di mesi o anni, scrivendo che il paziente ha rifiutato una data precedente. Che però non era mai stata proposta. In questo modo si aggira la legge e si taroccano le statistiche. E i manager incassano i premi.
La signora Marisa vive a Ischia e ha un figlio di 19 anni con un grave problema agli occhi. Dovrà subire trapianto di cornea. Perciò deve fare un esame importante. Si rivolge all’Asl il 12 dicembre 2025, l’esame viene fissato il 7 gennaio 2027. Fuori tempo massimo. Fuori da ogni logica. E pure fuori legge. Ma non è tutto: sul suo foglio di prenotazione compare una scritta: «L’assistito rinuncia alla prima disponibilità per giovedì 26 marzo 2026». Con un piccolo particolare: Marisa e Riccardo non hanno mai rinunciato a quella visita per il semplice fatto che nessuno gliel’ha mai proposta. Li hanno presi in giro.
La Cgil di Maurizio Landini si schiera con l’Associazione nazionale magistrati contro la riforma della giustizia. Ma allo stesso tempo la Cgil di Maurizio Landini minaccia uno sciopero generale in Toscana nel caso in cui la magistratura decidesse di rinviare a giudizio alcuni suoi dirigenti a seguito di una manifestazione pro Palestina. Il maggior sindacato sta, dunque, con i giudici quando si tratta di parlare in astratto di giustizia, ma è contro i giudici quando questi applicano la legge e perseguono le persone che hanno commesso reati. Bisogna dire che Landini e compagni hanno le idee chiare su che cosa significhino l’autonomia e l’indipendenza delle toghe, che loro ritengono minacciate dalla legge firmata dal ministro Carlo Nordio. Autonomia e indipendenza vanno difese, ma soltanto se i magistrati perseguono gli altri e non loro.






