Ha raggiunto il quorum delle 500mila firme richieste la raccolta promossa dai 15 cittadini che hanno lanciato l'iniziativa popolare di un referendum contro la riforma della giustizia. Così riporta il sito dell'iniziativa con il numero delle firme raccolte online dal 22 dicembre scorso.
I promotori del comitato della società civile per il no al referendum costituzionale di recente hanno fatto ricorso al Tar del Lazio per chiedere una sospensiva della delibera con cui il governo ha stabilito che si voterà il 22 e 23 marzo. Per i promotori, l'esecutivo ha dato un'interpretazione ristretta della legge fissando la data della consultazione entro 60 giorni - anziché 90 giorni - dall'ordinanza della Cassazione sui quesiti presentati dai parlamentari. Il Tar non ha sospeso la delibera e ha fissato, per il 27 gennaio, la camera di consiglio per la trattazione collegiale del ricorso.
Oltre 500mila firme raccolte? Aspettiamo la decisione di giorno 27 – taglia corto il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Cambiare la dava del voto? Non ho la più pallida idea, fino al giorno 27 siamo in fiduciosa attesa”. E ripete: “I ricorsi sono inutili secondo me, ma deciderà il giudice amministrativo”.
Soddisfatte del risultato invece le opposizioni. La responsabile giustizia del Partito democratico, Debora Serracchiani, sui social commenta: “In un tempo in cui si prova a ridurre tutto a propaganda, 500.000 persone hanno scelto la partecipazione. In pochissimo tempo, sotto le festività natalizie. È stato un atto di responsabilità democratica”.













