Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
2 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 21:15
Per il ministro Carlo Nordio è un’iniziativa “superflua“, di cui “non si vedeva la ragione“. Migliaia di cittadini però la pensano diversamente: la raccolta firme popolare per il referendum sulla riforma costituzionale della magistratura, lanciata da un gruppo di 15 giuristi, ha quasi raggiunto le 200mila sottoscrizioni in soli 12 giorni a cavallo delle feste di Natale. L’obiettivo delle 500mila firme è quindi ormai completo al 40% (qui il link per firmare con Spid o Carta d’identità elettronica). Una cavalcata che rende sempre più complicato il piano del governo di accelerare i tempi del voto, convocando le urne senza aspettare il 30 gennaio, quando scadranno i tre mesi dalla pubblicazione della legge in Gazzetta ufficiale: cioè il termine entro cui i soggetti legittimati dalla Carta – 500mila elettori, cinque Consigli regionali o un quinto dei membri di ciascuna Camera – possono chiedere il referendum confermativo. I parlamentari di maggioranza e di opposizione hanno già depositato le loro richieste, accolte dalla Cassazione il 18 novembre scorso: su questa base, l’esecutivo vorrebbe fissare la data della consultazione – che va decisa con un anticipo tra i cinquanta e i settanta giorni – per l’inizio o la metà di marzo, violando la prassi seguita in tutti e quattro i referendum costituzionali della storia repubblicana.










