Se oggi il nome di Sienna Rose è ovunque non è perché si tratti di un’esordiente arrivata dal nulla nel giro di poche settimane. I suoi brani circolano sulle piattaforme da oltre un anno, caricati senza particolare clamore e senza una biografia verificabile alle spalle. Gli ascoltatori mensili sono oltre 2,7 milioni. A far esplodere il caso è stato piuttosto un concatenarsi di eventi recenti: Selena Gomez, dopo la cerimona dei Golden Globes, ha pubblicato un carosello Instagram della serata accompagnandolo proprio con una canzone attribuita a Sienna Rose (“Where Your Warmth Begins”, poi tolta da quel contenuto). Nel giro di pochissimi giorni l’attenzione si è moltiplicata, alimentata anche dal fatto che negli ultimi tempi tre suoi brani – di Sienna Rose, non di Selena Gomez - sono entrati nella seguitissima playlist Viral 50 di Spotify negli Stati Uniti: si tratta di “Into the Blue” “Safe With You“ e appunto di “Where Your Warmth Begin”. Come noto, finire dentro quelle playlist, ormai quasi del tutto compilate sulla base degli algoritmi, può significare vita o morte per un artista.

Una star senza concerti, interviste o social

Un risultato tutt’altro che marginale, soprattutto per un’artista che sfoggia il bollino blu sull’app ma di cui non esistono interviste, concerti, apparizioni pubbliche o una presenza social coerente con quella di una musicista o almeno di un progetto tradizionale per quanto misterioso. Fra l’altro cover dei singoli paiono immagini generate all’AI tutte sullo stesso stile e i crediti del primo album “Honey on the Moon” sono della stessa Sienna Rose con produzione legata a un altro pseudo-artista, tale Let Babylon Burn, pure questo avatar con un bel pacco di foto chiaramente fasulle, un finto artista reggae già sbugiardato da siti specializzati come Reggae Vibes la scorsa estate. È questo vuoto a rendere sempre più concreta l’ipotesi che Sienna Rose non esista come persona reale ma sia il prodotto di un progetto musicale interamente o quasi generato dall’intelligenza artificiale: voce, produzione, immaginario compresi. Qualcuno dietro c’è sempre, ovviamente, ma è più probabile che sia un ottimo studio specializzato piuttosto che qualcuno di nome Sienna Rose. Ci sono tornati in molti nelle ultime ore, in particolare Rolling Stone Usa (che ha ottenuto una dichiarazione da un’altra piattaforma di streaming, Deezer, in cui si spiega che molti degli album e dei brani di Sienna Rose vengono individuati e contrassegnati come contenuti generati dall’intelligenza artificiale) o Paste Magazine. Nel frattempo i brani di Sienna Rose sono finiti anche nella Viral 50 Global, Australia, Olanda o Svezia, tanto per citarne tre, e in decine di playlist ufficiali o private, da Chilled R&B a Pop Rising Philippines.