L'economia italiana negli scorsi anni è migliorata e "ha sorpreso" per la sua "capacità di adattamento", tornando a vedere aumenti del Pil nella media dell'area dell'euro ma "la crescita si è recentemente indebolita, come in altri paesi europei e per i prossimi anni "sarà modesta".
Lo afferma il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta intervenendo all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università di Messina.
Il rallentamento, avvisa, riporta "in primo piano le debolezze strutturali dell'economia italiana": "produttività che ristagna e bassa innovazione", che causano debolezza dei redditi e salari.
Per Panetta l'Italia deve aumentare la spesa per istruzione e conoscenza specie quella universitaria, che genera "elevati ritorni economici e sociali", se vuole stare al passo con il cambiamento tecnologico e garantirsi una "crescita stabile" visto anche il declino demografico.
"Gli interventi possono essere attuati gradualmente, preservando una gestione prudente delle finanze pubbliche e i progressi compiuti nella riduzione del costo del debito" sottolinea, ricordando come "le risorse pubbliche destinate all'istruzione sono meno del 4% del Pil, quasi un punto in meno della media dell'Ue e il livello più basso tra le principali economie dell'area dell'euro. Metà del divario rispetto al resto della Ue riflette il minore investimento nell'istruzione universitaria".









